solidarietà per imprese

Lo sappiamo, pare strano

 A tutti i folli. I solitari. I ribelli. Quelli che non si adattano. Quelli che non ci stanno. Quelli che sembrano sempre fuori luogo. Quelli che vedono le cose in modo differente. Quelli che non si adattano alle regole. E non hanno rispetto per lo status quo. Potete essere d’accordo con loro o non essere d’accordo. Li potete glorificare o diffamare. L’unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perché cambiano le cose. Spingono la razza umana in avanti. E mentre qualcuno li considera dei folli, noi li consideriamo dei geni. Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero. Steve Jobs

Solidarietà per le imprese? Non si è mai sentito, che senso ha? In realtà ne ha parecchio.

Perché, stante la stagnazione economica, se le micro, piccole e medie imprese non riescono a far fronte agli impegni professionali perché i debitori sono falliti, oppure perché non riescono a incassare crediti da altre imprese che sono nelle stesse condizioni, il circolo vizioso non farà altro che inglobare altre realtà simili e a farne le spese sarà anche il parco risorse umane, quindi collaboratori, consulenti, dipendenti, tutti indistintamente si troveranno ad affrontare una crisi economica individuale.

Ma i collaboratori, i consulenti, i dipendenti spesso sono padri e madri di famiglia, ed ecco che a farne le spese sono tutti.

Certo, esistono contributi a fondo perduto, finanziamenti, incentivi, ma sappiamo tutti che le condizioni disastrate di un’impresa non permettono di accedere a nessuna forma di finanziamento. Fortunatamente, aggiungerei! Perché indebitarsi senza un piano di sviluppo, una valutazione di nuovi mercati e la certezza di nuove vendite pagate, è un passo molto molto azzardato. Allo stesso modo, riuscire a emergere da una situazione disastrosa è un’impresa titanica e raramente realizzabile.

Ovviamente sappiamo che non tutte le imprese sono virtuose, ma siamo anche convinti che mettere le aziende in condizione di dare lavoro e pagare i propri collaboratori sia un passo fondamentale per raggiungere l’obiettivo di una realtà più stabile per tutti. Vogliamo pensare al nostro fondo solidale come a un sacco dove ognuno infila la mano, chi può lascia, chi ha bisogno prende. Certo, questa è un’immagine, perché non sarà lasciato alla mercé di chiunque; ci sono regolamenti e comitati di gestione e controllo, ma non ci sono preclusioni, ovviamente fino alla disponibilità, di tipologia di richieste o destinazioni.

Per noi solidarietà non significa beneficenza. La beneficenza è sicuramente importante, ma quello che noi vogliamo è creare una cultura ecosolidale; quindi non solo un supporto per lo sviluppo imprese, una sicurezza per i professionisti di essere remunerati, o la creazione di qualche progetto sociale utile per tutti, ma abbiamo il grande obiettivo di raggiungere la stabilità con il conseguente miglioramento della qualità della vita per tutti.

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